Per la Cassazione la sentenza di annullamento di primo grado blocca la riscossione

Per la Cassazione la sentenza di annullamento di primo grado blocca la riscossione

La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza di primo grado di annullamento, indipendentemente dal suo passaggio in giudicato, rende inefficace la pretesa dell’Agenzia delle dogane, escludendo che l’importo contestato possa essere oggetto di riscossione coattiva.

Con la sentenza 17 marzo 1020, n. 7346, la Cassazione ha, dunque, posto un limite alla riscossione nel corso del giudizio tributario avente a oggetto un atto di accertamento di dazi e Iva all’importazione.

Tale chiarimento è di particolare rilevanza poiché le ultime modifiche apportate all’art. 68, comma 3-bis del d.lgs. 546 del 1992, avevano destato molte ambiguità circa la prosecuzione dell’azione esecutiva anche in presenza di una sentenza di integrale annullamento, non passata in giudicato.

La difforme applicazione della legge da parte degli Uffici delle Dogane è fonte di incertezza e di ingenti costi sostenuti dagli operatori accertati, obbligati a presentare una garanzia per gli importi contestati, onde evitare di subire azioni esecutive sino all’esito definitivo del giudizio.

L’efficacia della sentenza di primo grado, secondo la Cassazione, deve essere effettiva anche in materia di risorse proprie dell’Unione, quali sono i dazi.

Tale interpretazione della Suprema Corte risulta pienamente compatibile con l’art. 244 del codice doganale comunitario, poiché tale norma si limita a disciplinare il rapporto tra operatore e Dogana, prevedendo che quest’ultima possa sospendere l’esecuzione di un provvedimento impositivo, ma non possa interferire con il valore e l’efficacia vincolante delle sentenze della Commissione tributaria che si si siano pronunciate sulla legittimità dell’atto.

Diverso è il caso dell’operatore che avesse già effettuato il pagamento dell’importo oggetto di contestazione nelle more del giudizio di primo grado: se la riscossione è già stata effettuata, non sorge né il diritto di svincolare la garanzia, né il diritto al rimborso delle somme già versate.  Infatti, secondo l’art. 199 del codice doganale, la garanzia non può essere svincolata finché l’obbligazione doganale per la quale è stata costituita non si è estinta. Lo svincolo (o il rimborso) potranno avvenire soltanto con il passaggio in giudicato della sentenza di annullamento.