Nuova disciplina delle accise: cambiano i presupposti e i soggetti obbligati

Nuova disciplina delle accise: cambiano i presupposti e i soggetti obbligati

L’introduzione irregolare di prodotti sottoposti ad accisa nel territorio dello Stato determina la nascita dell’obbligazione fiscale. Questa la principale novità contenuta nel d.lgs. 5 novembre 2021 n. 180, che introduce nuove fondamentali regole per le accise gravanti sul consumo di prodotti energetici ed elettricità, alcole e bevande alcoliche, nonché tabacchi lavorati.

La nuova disciplina, in vigore dal 13 febbraio 2023, recepisce la Direttiva 2020/262/Ue, dando attuazione agli obiettivi del Legislatore europeo di migliorare l’armonizzazione del settore accise e di allineare la disciplina in esame al Codice doganale dell’Unione (Reg. UE 952/2013, in prosieguo Cdu).

Tra le novità introdotte dal d.lgs. 180/2021 assume particolare rilievo la definizione di “evento imponibile”, che ricomprende la fabbricazione, la trasformazione o la lavorazione, anche irregolari, di prodotti sottoposti ad accise avvenuta al di fuori di un regime sospensivo, nonché l’importazione di tali prodotti in assenza di immediato vincolo a un regime sospensivo oppure l’ingresso irregolare degli stessi nel territorio dello Stato (art. 2, d.lgs. 504/1995, in prosieguo Tua).

Al riguardo, la norma in commento chiarisce che per “ingresso irregolare” si intende l’introduzione, nel territorio dell’Unione, di prodotti non vincolati al regime di immissione in libera pratica, ai sensi dell’art. 201 Cdu, per i quali è sorta l’obbligazione doganale (art. 79, par. 1, Cdu).

Resta ferma, invece, l’esenzione dall’imposta per i prodotti sottoposti ad accisa, fabbricati, lavorati e trasformati all’interno di un deposito fiscale autorizzato. Al riguardo, occorre rilevare che la pretesa tributaria si estingue in caso di perdita o distruzione della merce, se il contribuente è in grado di dimostrare che la mancata immissione in consumo è dovuta a una di tali cause fortuite. La novità, rispetto al testo previgente, è rappresentata dal fatto che tale obbligo si estende anche al caso di perdita solamente parziale del prodotto. La riduzione dell’imposta è riconosciuta, invece, nei limiti dei cali tecnicamente ammissibili, determinati con decreto del Ministero dell’economia delle finanze, salvo che l’Amministrazione finanziaria non abbia fondati motivi di sospettare di frodi o irregolarità (art. 10-ter TUA).

Un ulteriore elemento di novità riguarda i soggetti obbligati al pagamento dell’imposta. Al fine di contrastare le frodi che interessano con incidenza sempre maggiore il regime di sospensione d’imposta, secondo il Legislatore si configura un’ipotesi di responsabilità solidale in tutti i casi in cui vi siano più soggetti tenuti al pagamento delle accise. Nello specifico, ai sensi del nuovo art. 2 comma 4 lett. a) del TUA, sono solidalmente obbligati tra loro il titolare del deposito fiscale, i soggetti che si siano resi garanti del pagamento, nonché tutti gli altri soggetti nei confronti dei quali si verifichino i presupposti di esigibilità dell’imposta.

Da segnalare, infine, che in caso di irregolarità durante i movimenti di prodotti in regime di sospensione, sono tenuti a versare l’imposta nello Stato membro in cui si verifica l’immissione in consumo il depositario autorizzato, lo speditore registrato, coloro che hanno prestato garanzia per il pagamento dell’accisa e, infine, i soggetti nei confronti dei quali si verificano i presupposti di esigibilità dell’imposta (art. 2 comma 4 lett. b-bis) TUA).

 

Centro Studi Arcom Formazione

Gennaio 2022