IVA E RAPPRESENTANZA DOGANALE: IMPORTANTE CHIARIMENTO DELLA CASSAZIONE

IVA E RAPPRESENTANZA DOGANALE: IMPORTANTE CHIARIMENTO DELLA CASSAZIONE

Il rappresentante doganale non risponde dell’Iva all’importazione, secondo l’importante chiarimento fornito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 24 settembre 2019, n. 23674

La sentenza è destinata a modificare radicalmente il perimetro della responsabilità dello spedizioniere e, più in generale, delle case di spedizione e dei rappresentanti doganali.

Com’è noto, la complessità e il tecnicismo delle procedure internazionali rendono necessaria la figura del rappresentante doganale, al fine di consentire alle imprese di delegare il rapporto con la Dogana a professionisti qualificati ed esperti nelle operazioni di importazione ed esportazione.

E’ importante distinguere la rappresentanza diretta (ove il delegato agisce in nome e per conto di terzi) da quella indiretta, in cui il rappresentante agisce per conto dell’importatore, ma in nome proprio. Infatti, mentre in caso di rappresentanza diretta il rappresentante non è responsabile dei maggiori diritti dovuti all’importazione, in caso di rappresentanza indiretta è prevista, in via generale, una responsabilità solidale del dichiarante con il soggetto per conto del quale è effettuata l’operazione doganale (art. 77 CDU).

Un tema molto discusso in questi ultimi anni riguarda i limiti oggettivi di tale responsabilità solidale.

Con la sentenza n. 23674/2019 la Corte di Cassazione affronta per la prima volta il tema dell’ampiezza della responsabilità solidale del rappresentante indiretto, distinguendo l’obbligo inerente i dazi doganali da quello inerente l’Iva all’importazione.

Con riferimento all’Iva all’importazione, fondamentale è la sentenza della Corte di giustizia nel caso Equoland (Corte di Giustizia, 17 luglio 2014, C-272/13), con cui si è riconosciuto che l’Iva all’importazione, pur essendo liquidata e riscossa con le procedure proprie dei diritti doganali, non rappresenta un “dazio”, bensì un tributo interno.

Muovendo da tale importante chiarimento, la sentenza in commento riconosce che è illegittima la pretesa dell’Iva avanzata nei confronti del rappresentante indiretto in dogana. La responsabilità solidale del dichiarante doganale, insieme all’importatore, rappresenta infatti un obbligo valido solo per l’obbligazione doganale in senso proprio, ossia con riferimento ai dazi all’importazione, che solitamente rappresentano una quota economicamente meno significativa dell’Iva, pari invece al 22%.

Si riduce, di conseguenza, l’ambito giuridico ed economico della responsabilità del rappresentante indiretto, che dovrà comportare, sul versante delle dogane, anche un opportuno distinguo per quanto concerne la garanzia richiesta alle imprese e ai professionisti che svolgono tale ruolo.

Sara Armella