INCOTERMS NOVITA’ 2020

INCOTERMS NOVITA’ 2020

Dal 1° gennaio sono operativi in tutto il mondo i nuovi Incoterms® della International Chamber of Commerce (ICC) che, come i precedenti, rappresentano le regole fondamentali per i contratti di vendita dei beni e un linguaggio comune internazionalmente utilizzato dalle imprese.

Perché gli Incoterms® sono così diffusi e conosciuti in tutto il mondo? La loro straordinaria diffusione è dovuta al fatto che, superando le barriere linguistiche e la diversità dei sistemi normativi, definiscono una serie di fondamentali clausole, prevenendo eventuali contestazioni tra fornitore, acquirente, trasportatore e assicuratore. E’ dunque evidente che, nell’ambito delle forniture internazionali di beni, che sempre più spesso avvengono con semplice scambio di mail, citare tali clausole, anche se in maniera stringata purché chiara, può permettere di evitare numerose problematiche.

Dal punto di vista doganale e fiscale, nonostante gli Incoterms® siano indicati nelle dichiarazioni doganali e nelle fatture, non sono mai richiamati nel testo del codice doganale dell’Unione, né nella disciplina Iva. Sotto il profilo doganale, va rilevato che gli Incoterms® 2020 hanno previsto definizioni più dettagliate in relazione a tutti i costi e le spese inerenti la fornitura di beni, all’interno di nuove sezioni A9/B9 di ciascuna regola. Questa modifica è considerata un miglioramento rispetto alla versione Incoterms® 2010, perché consente in via più immediata l’identificazione degli oneri a carico di ciascuna parte.

Vi spieghiamo perché i nuovi Incoterms® possono comportare significativi riflessi sul tema del valore della merce, su cui sono liquidati i dazi doganali e l’Iva all’importazione (art. 71, reg. 952/2013, codice doganale dell’Unione europea).

Va ricordato, anzitutto, che per determinare il valore doganale non ci si può limitare a ricopiare il prezzo della fornitura, perché occorre tenere conto di alcuni specifici elementi di costo, che sono importanti per la determinazione della base imponibile e che devono essere correttamente dichiarati in dogana.

Le regole sul valore doganale, infatti, prevedono che alcuni fattori di spesa sono assoggettati ai dazi e all’Iva all’importazione. Si tratta, in particolare, delle spese di trasporto e di assicurazione delle merci importate e dei costi di carico e movimentazione, relativi al trasporto delle merci in importazione. Entrambi questi elementi di spesa incidono sul valore, fino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale dell’Unione e indipendentemente dal soggetto a cui fanno carico economicamente (sia esso il fornitore o l’acquirente). Il passaggio alla nuova regola prevista dagli Incoterms® rende pertanto opportuno il controllo delle modalità di determinazione del valore doganale e la verifica della corretta liquidazione della base imponibile, alla luce della nuova clausola contrattuale adottata.

Altro aspetto d’interesse riguarda i diversi livelli di copertura assicurativa, per le clausole CIP (Carriage and Insurance Paid to) e CIF (Cost, Insurance and Freight); in caso di CIP, dal 2020 il venditore è tenuto a stipulare una copertura assicurativa «A» (massima copertura), un costo che andrà a incrementare il valore doganale dei beni in importazione, con riflessi sia per la liquidazione dei dazi che per l’Iva.

Nessuna significativa novità, invece, sul fronte della clausola ex works (vendita “franco fabbrica”), che continua a essere prevista, nonostante tante problematiche sollevi nei rapporti con l’Amministrazione. In queste operazioni, essendo il trasporto a cura dell’acquirente, diventa spesso difficoltosa, per il cedente, la prova dell’uscita della merce dal territorio nazionale. Tale prova è invece fondamentale per poter trattare l’operazione come non imponibile ai fini Iva (art. 8, lett. b), d.p.r. 633/1972; art. 41, d.l. 331/1993) e, in mancanza di essa, vi è l’accertamento dell’Iva e delle conseguenti sanzioni.

Proprio per tale ragione, nelle note di accompagnamento agli Incoterms® 2020, è chiaramente sconsigliato l’utilizzo di tale clausola, in particolare nei trasporti internazionali con mezzi privati, che possono dar luogo a maggiori difficoltà nel reperimento degli elementi di prova a posteriori, in caso di scarsa collaborazione da parte del cliente cessionario.

Sara Armella