In vigore dal 21 marzo la nuova direttiva accise

In vigore dal 21 marzo la nuova direttiva accise

Il 27 febbraio 2020 il Consiglio UE, ha ufficialmente pubblicato la direttiva 19 dicembre 2019, n. 262, avente a oggetto la rifusione della normativa unionale armonizzata inerente il settore delle accise. Le numerose modifiche intervenute nel corso degli ultimi anni hanno, infatti, reso necessario un riordino della disciplina già contenuta nella vecchia direttiva 118/2008.

Le previsioni della nuova direttiva sono entrate in vigore il 21 marzo 2020, mentre alcuni articoli, relativi in particolare all’oggetto del tributo, al debitore e alle condizioni di esigibilità, si applicheranno solo a partire dal 13 febbraio 2023 per permettere agli Stati membri un progressivo adeguamento.

Fra gli elementi innovativi della novella si evidenzia la differente impostazione della disciplina che individua in maniera più generale i principi giuridici dell’imposizione delle accise, superando la precedente impostazione casistica.

Il Legislatore Ue ha dedicato particolare attenzione all’inquadramento generale del sistema, in linea con la nuova tendenza di realizzare una completa normazione dei principi applicabili, in una prospettiva paragonabile a quella tipica dei sistemi di common law, in cui si tende molto spesso a limitare l’uso di casistiche di dettaglio. Oltre al superamento dello schema proprio della vecchia impostazione, il Consiglio ha provveduto anche ad una necessaria integrazione della materia con le varie pronunce della Corte di Giustizia susseguitesi nel tempo.

Guardando, ad esempio, al nuovo art. 6 della direttiva, la direttiva introduce la definizione di “evento imponibile”, del tutto assente nel corrispondente art. 7 della direttiva 2008/118.

Molto importante è anche l’allineamento delle accise alle procedure doganali, per cui il Parlamento UE ha adottato la recente decisione 15 gennaio 2020, n. 2020/263, che contiene nuove regole per garantire l’efficacia dei controlli informatici sulla circolazione e tempi più ridotti in dogana per i prodotti sottoposti ad accisa.

Tra le novità, va ricordato che il nuovo art. 6 chiede che, in caso di distruzione o perdita irrimediabile del prodotto sottoposto ad accisa, sia necessario dimostrare l’impossibilità di immissione in consumo della merce, estendendo tale obbligo probatorio anche al caso di distruzione o perdita solamente parziale.

Un altro aspetto rilevante della nuova direttiva accise riguarda il contrasto alle frodi, che interessano con incidenza maggiore il regime di sospensione d’imposta: è stata introdotta una nuova ipotesi di responsabilità solidale tra il soggetto che detiene il prodotto e colui che ne ha effettuato l’immagazzinamento (art. 7 comma 1, lett b).

L’obiettivo di contrastare l’evasione nella circolazione tra Paesi membri viene perseguito anche con il nuovo art. 9 secondo cui, in caso di irregolarità durante i movimenti di prodotti in regime di sospensione, l’accisa è dovuta nello Stato in cui si verifica l’anomalia. In più, in caso di mancato recapito di beni in regime sospensivo, si ritiene competente all’accertamento lo Stato membro di spedizione. Per superare tale presunzione sarà indispensabile fornire la documentazione idonea a provare che l’operatore del Paese di spedizione si è comportato conformemente alle norme. In tal caso l’irregolarità si considera avvenuta nel luogo in cui si è presumibilmente verificata.

Anche in questo caso è possibile rilevare un avvicinamento ai principi della disciplina doganale, in cui è ormai consolidato il principio secondo il quale, nel caso in cui non sia possibile accertare il luogo in cui è stata commessa un’irregolarità, è competente lo Stato membro in cui è avvenuta la spedizione della merce.

Resta demandato agli Stati membri tutto ciò che attiene all’aspetto sanzionatorio del sistema delle accise. Pur non rientrando nei contenuti della direttiva 2020/262, i legislatori nazionali dovranno rispettare il fondamentale principio di proporzionalità, costantemente ribadito dalla Corte di Giustizia UE in diverse occasioni in materia di sanzioni, con particolare riferimento alle imposte indirette.