Le misure adottate dall’Agenzia delle dogane per l’emergenza Covid-19

Le misure adottate dall’Agenzia delle dogane per l’emergenza Covid-19

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha emesso diversi provvedimenti nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria.

Le misure restrittive necessarie per contenere il virus hanno avuto notevoli ripercussioni sugli scambi commerciali, sia a livello interno all’Unione europea che a livello internazionale. Molte le merci bloccate nei magazzini e nei depositi delle imprese e degli spedizionieri e si prospetta che diversi contratti di fornitura che non potranno essere correttamente adempiuti a causa della paralisi generale del commercio internazionale.

Sorge quindi la necessità di dare la precedenza alle pratiche doganali che riguardano l’importazione di merci sanitarie necessarie per fronteggiare l’emergenza.

Il Governo e Agenzia delle dogane italiani si sono mossi tempestivamente, ancor prima della pubblicazione delle linee guida pubblicate dalla Commissione Ue il 30 marzo 2020 con l’obiettivo di rispondere alle problematiche doganali che gli operatori stanno fronteggiando.

Una misura rilevante dal punto di vista finanziario è il differimento dei pagamenti mediante conti di debito, istituto che consente il versamento periodico, in un’unica soluzione, dei diritti doganali relativi a varie importazioni, compiute in un arco temporale definito, previo rilascio di un’apposita garanzia (artt. 78 e 79 del Testo unico della legge doganale).

Per effetto dell’articolo 92, comma terzo, del decreto “Cura Italia” (d.l. 17 marzo 2020, n. 18), tutti i pagamenti mediante conto di debito, in scadenza tra il 17 marzo e il 30 aprile 2020 sono differiti di 30 giorni, senza applicazione di interessi e di sanzioni.

Ad avviso delle Dogane, al fine di rispettare i vincoli europei, tale differimento potrebbe applicarsi soltanto ai soggetti che gestiscono servizi di trasporto merci, ivi compresi gli spedizionieri doganali, gli interporti e le imprese di spedizione internazionale, come precisato anche dalla nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 19 marzo 2020, n. 12033. Si attendono nuovi chiarimenti sul punto anche alla luce delle linee guida della Commissione europea del 30 marzo.

Per usufruire del differimento, occorre presentare una preventiva autocertificazione, attestante l’appartenenza a uno dei settori rientranti nei codici ATECO specificati dall’Agenzia nella determinazione direttoriale 98769 le condizioni di applicazione dell’agevolazione,

Per far fronte alla crescente richiesta ed evitare comportamenti speculativi, il Regolamento della Commissione europea 14 marzo n. 402/2020 ha introdotto un regime di autorizzazione per tutte le esportazioni di dispositivi medici di protezione (mascherine, guanti, occhiali e indumenti protettivi), in linea con quello adottato in Italia dal Dipartimento Protezione Civile.

Ulteriori chiarimenti sono contenuti nelle linee guida della Commissione europea.

Con la nota n. 95863 del 19 marzo 2020 a firma del direttore dell’Agenzia, sono state fornite importanti indicazioni riguardo alle procedure di importazione di merci necessarie a fronteggiare l’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Al fine di agevolare l’approvvigionamento, gli operatori che effettuano l’importazione di tali prodotti hanno diritto al regime di franchigia da dazi e Iva, alle condizioni ivi specificate.

L’Agenzia delle dogane, infatti, ha inviato una lettera alla Commissione Ue, chiedendo di poter all’importazione necessari per l’emergenza, secondo la procedura prevista dal reg. 1186/2009.

In attesa di un’apposita decisione della Commissione Ue, il Direttore dell’Agenzia ha azionato la procedura provvisoria prevista dallo stesso regolamento. Con la determinazione n. 101115 del 27 marzo ha disposto la sospensione di dazi e Iva all’importazione per i prodotti sanitari importati necessari a fronteggiare l’emergenza epidemiologica, a favore di enti, organizzazioni pubbliche e altri enti caritatevoli o filantropici. Tali merci dovranno essere distribuite gratuitamente alle vittime di COVID19.

La stessa misura interessa anche i beni importati dalle unità di pronto soccorso per far fronte alle proprie necessità e per tutta la durata del loro intervento. La sospensione ha efficacia retroattiva al 1° febbraio 2020.

Gli uffici delle Dogane competenti rilasceranno un’apposita autorizzazione agli operatori che rientrino in tali categorie. Per ottenerla gli importatori dovranno produrre un’autocertificazione allo sdoganamento della merce, oltre a sottoscrivere un impegno a versare i dazi e l’Iva dovuti in caso di successiva mancata concessione della franchigia da parte della Commissione Ue.

L’autorizzazione potrà̀ essere rilasciata anche a operatori diversi solamente se il destinatario finale della merce sia uno dei soggetti indicati nel provvedimento. In tal caso, sarà̀ proprio il destinatario finale a dover produrre l’autocertificazione.

Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, con l’ordinanza n. 6/2020 del 28 marzo, ha invitato l’Agenzia delle dogane a porre in essere quanto necessario per accelerare lo svincolo in Dogana delle merci emergenziali.

Il 30 marzo l’Agenzia ha pubblicato sul proprio sito nuove istruzioni per l’importazione con svincolo diretto e celere, riportate successivamente anche nella determinazione direttoriale n. 102131.